Come reagire alle difficoltà le domande da porsiLe cose non sono giuste o sbagliate, belle o brutte, buone o cattive: sono semplicemente ciò che abbiamo chiesto! E’ il modo in cui le viviamo che le tende tali. Vi suona familiare? Vediamo qualche passaggio utile a comprendere come reagire alle difficoltà e facciamoci ispirare da qualche domanda che può trasformare la nostra esperienza.

L’universo risponde alle nostre richieste

Per via delle leggi universali, la vita risponde sempre alle nostre richieste e, se ce ne rendiamo conto, possiamo accorgerci che le risposte sono neutre, semplici reazioni meccaniche e perfette alle nostre precedenti domande.

La comprensione delle cose parte dal livello mentale per poi scendere gradualmente in quello emotivo e fisico, fino a diventare parte di noi. A quel punto possiamo considerarla assimilata. Quindi, “sapere” con la testa che l’universo risponde alle nostre domande è inutile se poi non riesco a tradurre questo pensiero in emozioni e azioni allineate a questo principio, mi state seguendo, vero?! 😉

Facciamo un altro passo. Un modo per agevolare l’acquisizione di una comprensione è tenerla presente e ricordarla in ogni frangente di vita, sia quando ci è semplice, sia nei momenti più impegnativi. Ad esempio, quando vorremmo mandare tutto all’aria e scagliare i nostri peggiori insulti a chi ci ha causato un grave danno, se riusciamo a ricordarci che l’universo sta rispondendo a una nostra esigenza, possiamo rallentare, forse perfino fermarci, e chiederci:

Che cosa ho chiesto per ottenere questa situazione?
Quale mia esigenza viene soddisfatta grazie a quello che sto vivendo?

A volte le risposte potrebbero essere scomode, ma provengono da quel lato ombra che, se ignorato, si farà sentire ancora, generando altri eventi che ci costringono a vederlo e integrarlo. Vi è mai capitato di accorgervi che nella vostra vita certe situazioni si ripetono sempre uguali? Ecco, ciò che non volete vedere sta tornando per essere visto, accolto, curato e guarito.

In ogni caso, fermarci per porci domande simili cambia automaticamente la qualità dei nostri pensieri e del nostro agire, anche in situazioni difficili. Pensieri diversi generano eventi diversi e la via del cambiamento è tracciata!

Quindi, aggrappandoci alla consapevolezza che l’universo risponde alle nostre richieste – con tutte le nostre forze se necessario – possiamo trasformare la nostra vita e scegliere di creare risultati diversi. Per comprenderlo a un livello un po’ più profondo, andiamo a pescare un altro esempio di repertorio!

Mi cade una tegola in testa e finisco all’ospedale: da quel momento in poi posso scegliere di puntare il laser della mia attenzione sui dolori e i disagi della mia condizione, con l’effetto di amplificarli, oppure di guardare con curiosità ai cambiamenti che si stanno affacciando alla mia vita, settando la mia mente intorno a domande come:

“Che cosa mi sta riservando l’esistenza?”
“Quali segnali mi stanno arrivando?”
“Che cosa stavo facendo che non andava bene per me?”
“Che cosa voglio fare invece?”
“Posso ricominciare daccapo a partire da adesso?”

Solo con attitudine ricettiva posso cogliere le novità, accorgendomi magari che proprio in quel momento il mio lavoro era diventato molto pesante e io non ero pronta a sostenerlo, oppure che in ospedale ho ritrovato il calore della famiglia o addirittura intrecciato una nuova relazione, o semplicemente – ed è un caso molto frequente – che avevo proprio bisogno di una pausa!

Quando chiediamo di ammalarci: tre storie

Molto spesso, la malattia è lo strumento che ci costringe a fermarci e a guardare il mondo da un’altra prospettiva. Arriva quando siamo stanchi della vita che stiamo conducendo e quando c’è bisogno di una svolta. Vi racconto qualche aneddoto per aiutarvi a lasciar penetrare queste comprensioni: le storie rimangono facilmente impresse nella memoria e sono un concentrato di insegnamenti!

Partiamo da un caso oncologico: una persona con cui collaboro, nel bel mezzo della chemioterapia, mi ha confidato che il suo sguardo sulla vita era totalmente cambiato: “Ora apprezzo anche le cose più banali, nulla è scontato e mi godo ogni singola parola che mi giunge…”. La sua apertura al mondo era così palpabile che non faceva mistero della sua malattia. Questa confidenza, ad esempio, mi è stata fatta al termine di una presentazione pubblica, dove si era presentata con il capo avvolto in un pudico fazzoletto, dicendo: “Mi scuso se andrò via presto da questo incontro: sto affrontando una terapia impegnativa e ho le energie limitate”. La malattia spesso ci arriva per farci gustare ciò che davamo per scontato, apprezzare la salute, la possibilità di muoverci, di parlare, di gioire delle cose più semplici…

Per passare a una malattia molto più blanda e innocua, ricordo la tosta influenza da cui mi sono fatta cogliere lo scorso dicembre, che mi ha costretta addirittura a saltare un viaggio programmato in Transilvania: uscivo da alcuni mesi di lavoro così intenso che l’unica cosa di cui avevo realmente bisogno non erano la vacanza, il divertimento o l’evasione, ma un totale ritorno a me stessa. Trascorsi una decina di giorni rallentando inverosimilmente i ritmi, rivoluzionando orari e priorità della giornata, creandomi infiniti momenti relax, fra un libro e una pulizia consapevole, fra una tisana sorseggiata sulle note di una melodia e volteggiando sulla scia di un pensiero creativo… Posso dire che furono fra i giorni più belli del mio 2017, così belli che ero quasi infastidita dai commenti delle persone che si dispiacevano per il mancato viaggio o per il mio stato di salute!

Vi racconto anche di una cara amica che, a causa di una polmonite complicata, aveva dovuto sospendere molte attività nella sua azienda, da cui era stata letteralmente sommersa per anni, caricandosi con orari e responsabilità improponibili: grazie allo stop forzato trovò la forza per attivare un nuovo corso professionale e personale, creando finalmente tempi e spazi da dedicare a se stessa. Erano anni che voleva farlo, ma teneva duro… finché il suo corpo ha scelto di bloccarla.

Come amo dire: “Ogni crisi è un’opportunità”, per chi ha occhi aperti per vederla, orecchie ricettive per sentirla e mani curiose per toccarla! La scelta è sempre nostra 😉

Avete anche voi qualche storia da raccontare a chi si trova alle prese con qualche difficoltà nella vita?


Sto mettendo a punto un percorso di crescita personale per portarti a vivere “nel corpo” queste comprensioni: se sei interessato/a contattami! info[@]robertamarzola.it – cell e WA 320 4103952. Potrebbe essere su misura per te!

Come reagire alle difficoltà: le domande da porsi

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2 pensieri su “Come reagire alle difficoltà: le domande da porsi

  • 27 marzo 2018 alle 21:47
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    Sono stata messa in ginocchio della vita parecchie volte, e ogni volta avevo la consapevolezza che ce l’avrei fatta perché nessuno ti dà delle prove se sa che non sei in grado di affrontarle punto Questa consapevolezza mi ha sempre aiutato a tirarmi fuori. Ma non capivo e forse non ho ancora capito il perché mi accadevano queste situazioni

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    • 28 marzo 2018 alle 13:04
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      Cara Patrizia, generalmente la vita ci offre sempre la possibilità di guarire vecchie ferite, riproponendoci situazioni simili! In questo senso le difficoltà sono una benedizione, per quanto dolorosa: superandole possiamo attingere alle risorse che “curano” le nostre ferite, consentendoci di proseguire nella nostra crescita ed evoluzione!
      La consapevolezza che le prove ci arrivano solo se siamo pronti ad affrontarle è di gradissimo aiuto, felice per te!

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