Cosa è il mistero (Amanda Sage)
Dipinto di Amanda Sage

Quante volte, parlando di ciò che non riusciamo ad “afferrare”, lo definiamo misterioso? Pensate a fenomeni come i sincronismi che ci stupiscono nella loro imprevedibilità, alla complessità della creazione dell’universo, alla telepatia, all’instancabile azione di pompa del nostro cuore che scandisce la nostra vita…

Dietro a quel velo, più o meno fitto, di mistero che aleggia su ciò che non riusciamo a comprendere, esistono trame sottili ma resistenti che solo a volte riusciamo ad afferrare. Il punto è che esistono anche se non riusciamo a coglierle sempre o subito! Altrimenti la vita stessa, così perfettamente incastonata nei suoi meccanismi, non potrebbe esistere.

Infatti, ciò che definiamo misterioso non è un arcano insondabile, né nella natura, né nella metafisica, né nell’esoterismo.

Mistero è tutto ciò che ci affascina e di cui ci manca qualche anello nella catena della comprensione.

È accaduto tante volte nella storia che l’uomo sia riuscito a recuperare gli “anelli mancanti” e che quelli che apparivano come “arcani” si siano poi chiariti. Pensiamo al mistero del fuoco e dei fulmini, per citare le età preistoriche, oppure alle scoperte scientifiche che vanno a colmare le intricate lacune della conoscenza, o ancora a fenomeni come la telepatia, la guarigione a distanza e altre aree che, ancora in questo secolo, non ci sono chiare.

Finché non vengono svelate le dinamiche che spiegano certi meccanismi, l’uomo si culla nell’idea dello scetticismo, se non ci crede, o del mistero, se è dubbioso, o della fede, se ci crede ciecamente.

Dal mio punto di vista, viviamo in una civiltà (e naturalmente non mi riferisco ai singoli individui, ma alla struttura psichica di questo nostro secolo) che è praticamente pronta a comprendere questa verità:

l’universo è un luogo governato da leggi precise, che l’uomo, secolo dopo secolo, o ciclo dopo ciclo, riesce gradualmente a comprendere e a interiorizzare.

Finché non le ha conosciute, le relega nel campo della magia e attinge al loro potere chiarificatore ed energizzante solo attraverso l’intuizione, sostenuta da pratiche e rituali più o meno esoterici.

Oggi, ora, se proviamo ad ammettere questa verità, probabilmente riusciamo anche a facilitarci il passaggio dalla dimensione razionale a quella intuitiva, dal controllo del noto alla sperimentazione dell’ignoto, dall’energia quotidiana ad una superiore.

Ammettendo che “mistero” è solo ciò che non abbiamo ancora tutti gli strumenti per conoscere, di fatto liberiamo i nostri sensi affinché possano spaziare nei campi della vita. Se invece ci impediamo l’accesso rinchiudendo certe conoscenze nei ghetti oscuri e fascinosi del mistero, il percorso della conoscenza diventa più contorto. Questa apertura può essere risolutiva per approcciare certe aree della nostra vita che riteniamo incomprensibili, certe dinamiche che si ripetono inesorabili, certi interrogativi che non riusciamo a sciogliere.

Questo è l’approccio interiore che stimolo nei partecipanti prima di iniziare la Camminata Alchemica, una camminata che rappresenta la descrizione perfetta di quanto sopra: è incomprensibile che, seguendo un determinato percorso, si possano ottenere risposte chiare e sbloccare nodi energetici. Eppure accade! Mistero? Direi, piuttosto e appunto, dinamiche potenti che non ci sono ancora chiare 😉

Possiamo iniziare sin d’ora ad aprirci al flusso della vita, nella fiducia che, anche quando appare insondabile, ci porti il meglio per la nostra evoluzione. Se volete provarci e raccontarmi quali nuove intuizioni vi arrivano, sono tutt’orecchi, anzi… “tutt’occhi”, visto che me lo scriverete nei commenti!

Vi ringrazio per l’attenzione!

Cos’è il mistero?

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