disciplina e flessibilitàDue giorni fa, in concomitanza con l’arrivo della luna nuova, ho affrontato il mio primo semidigiuno (“semi” nel senso che mi sono concessa qualche buon frutto succoso!), dopo circa 15 anni dai miei primi tentativi di impormi una dieta a base di mele per un giorno ogni settimana. È stato  per me un grande successo, ma non è stato proprio così facile… in questo post vi svelo qualche trucco a cui mi sono affidata per sostenere la prova.

Innanzitutto il perché, la motivazione: senza avere un valido e chiaro “perché” radicato nella testa e nel cuore nessuna prova può essere superata. È sempre lo scopo che dirige l’azione, consentendo quel salto di qualità che garantisce il superamento degli ostacoli.

Nei momenti di maggior tentazione rispetto al cibo mi aggrappavo con tutte le mie forze emotive e mentali all’idea e alla sensazione del dono che stavo restituendo al mio corpo, sempre così disponibile a seguirmi nei miei progetti e nelle mie azioni. Un giorno ogni tanto di riposo per i miei organi è sicuramente un toccasana, ed essendo la salute un ambito rispetto al quale sono molto sensibilizzata, l’aggancio emotivo è stato semplice.

Un secondo appiglio molto importante che mi ha sostenuta in questa scelta è stato sapere di non essere sola e di poter contare sulla presenza energetica di un gruppo attivo nel campo delle tecniche di guarigione (Lovehealing). Di fronte alla tentazione di cedere, sapere di non essere sola mi ha aiutata a perseguire con determinazione nell’obiettivo.

Ecco, disciplina può anche essere semplicemente questo: creare una forte struttura interiore in grado di sostenerci durante le prove, sia che siano autoimposte, sia che provengano dall’esterno.

Disciplina non è dunque soltanto uno schema di comportamenti da attivare durante la giornata, ma anche e soprattutto questo sostegno interiore.

La mia scelta inoltre è maturata negli anni, ascoltando attentamente i feed-back del mio corpo, senza forzarlo nei frequenti periodi di debolezza, che mi hanno accompagnata fino a poco tempo fa.

Disciplina quindi è anche sapersi ascoltare cogliendo i segnali che arrivano da dentro e da fuori di noi.

Forzare senza contestualizzare l’azione potrebbe essere più dannoso che altro. A meno che non stiamo seguendo una scuola iniziatica, dove la sottomissione volontaria a un insegnamento è fondamentale per la nostra evoluzione. Altrimenti la flessibilità derivante dalla capacità di ascoltarsi devono andare a braccetto con la disciplina, onde evitare uno sterile formalismo facile a sfociare nel dogmatismo.


Qual è il senso che date voi alla disciplina? Scrivetemelo nei commenti qui sotto!


 

Disciplina o flessibilità? Ecco come possono coesistere!

2 pensieri su “Disciplina o flessibilità? Ecco come possono coesistere!

  • 27 maggio 2017 alle 07:30
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    Un articolo che mostra come la disciplina possa essere un modo per aumentare la consapevolezza. Infatti la disciplina è per me un modo per aumentare la consapevolezza attraverso la sperimentazione. Grazie Roberta 🙂

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    • 27 maggio 2017 alle 07:56
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      Dopo i primi passi nelle lande apparentemente desolate della disciplina, tanti tanti anni fa, mi sono resa conto che nascondevano una ricchezza visibile solo a chi si fermava per coglierla. E, addentrandomi, ho scoperto anche radure, piccole oasi di ristoro, fino a capire che le vie di accesso per avvicinarsi a quei tesori erano tante e diverse. E la mia via prediletta passava attraverso il corpo, il suo ascolto, la sua saggezza… Grazie Lucia per avermi stimolata ad approfondire! Con il gruppo di LoveHealing prima di tutto; con questo commento poi; con la tua presenza sempre! 😉

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