attenzione mondo interioreDove si appoggia l’attenzione, lì c’è creazione. L’intento è il nostro potere trainante; l’attenzione il suo strumento. Una volta che l’intento è lanciato, si dice, le cose accadono. E questo è possibile perché l’attenzione, anche a livello inconscio, si sposta sulle risorse di cui necessitiamo per raggiungere il nostro obiettivo.

L’attenzione rivolta verso il mondo interiore

Quando l’attenzione è rivolta interiormente, la sensazione è quella di avere infinite risorse. Ma come le percepiamo? Possono verificarsi diverse casistiche… Potrebbe essere, ad esempio, che ci troviamo in un momento di confusione, e allora le risorse sono disposte in maniera disordinata. Oppure potrebbe essere che stiamo vivendo un momento di tristezza e allora le risorse assumono una colorazione triste. O ancora, potrebbe essere che stiamo vivendo un periodo di felicità, e in questo caso le risorse portano i colori dell’arcobaleno. Quando le nostre risorse sono disposte in maniera ordinata, armoniosa e coerente, allora percepiamo la nostra centratura.

L’attenzione rivolta verso il mondo esteriore

Al contrario, quando l’attenzione è rivolta verso l’esterno, se non è stata preceduta da una sufficiente attenzione alle richieste della nostra interiorità, perdiamo facilmente il contatto con noi stessi. Allora accade che sentiamo il bisogno di aggrapparci a supporti esterni, e ci troviamo per esempio a viaggiare in auto con la radio accesa, o a pranzare da soli ma con la TV brulicante di informazioni buttate lì a caso, o ancora a cercare risposte nei libri auspicando soluzioni universali e perdendo di vista la nostra unicità. Attenzione, non sto sostenendo che dovremmo evitare questo tipo di attività, sto invece evidenziando che, se subiamo i nostri automatismi, non possiamo essere creatori della nostra vita!

La via di fuga preferita

Spesso rivolgiamo l’attenzione fuori di noi perché dentro non sapremmo da che parte voltarci; oppure potremmo percepire un angosciante vuoto, o al contrario un pieno nauseante da cui desideriamo solo fuggire.
Infatti, una delle vie di fuga che preferiamo è proprio il mondo esterno: quando ci sentiamo giù, telefoniamo a un amico, e mandiamo al diavolo quel senso di malinconia che ci stava assalendo, e con esso perdiamo il messaggio profondo che ci stava comunicando. Oppure, quando abbiamo desiderio di condividere un successo, lo urliamo ai quattro venti, disperdendo le nostre energie.
Ribadisco: tutto è lecito e auspicabile per il nostro miglior stato, e al tempo stesso non lo è! Dipende dall’intenzione che mettiamo nelle nostre azioni.

Il nostro mondo interiore è ricco e completo. Spesso però lo lasciamo al buio, senza avere il coraggio o la pazienza di esplorarlo con il lumicino della consapevolezza. È una luce che si rinforza e si espande quanto più la utilizziamo.

Quel desiderio compulsivo di accendere la radio o la tv, o di distrarsi chiacchierando, è spia di un nostro disagio interiore. Quante volte le nostre azioni sono automatiche e non ci rendiamo nemmeno conto di quello che stiamo facendo? La mano che si allunga meccanicamente verso il pulsante di accensione, la radio che parte e noi che ci perdiamo in fiumi di parole o note musicali che ci raggiungono senza un senso!
Che cosa potrebbe accadere, invece, se ci accorgessimo che la mano sta avanzando in autonomia e scegliessimo un’azione diversa?
Qualunque azione scegliessimo per la nostra mano, il nostro focus dovrebbe essere centrato sull’attenzione: osservando l’incoscienza delle nostre azioni, abbiamo la possibilità di comprendere che in realtà possiamo scegliere.

Ecco perché la crescita personale è fondamentale. Acquisire strumenti che ci aiutino a sostenere situazioni diverse e a vederle da prospettive diverse ci garantisce di poterci gestire con destrezza lungo le vie della vita! Se avete desiderio di ampliare la vostra “cassetta degli attrezzi”, contattatemi: potrei avere la soluzione giusta per voi! 😉

Sono curiosa di conoscere la vostra esperienza: cosa accade quando scegliete di orientare consapevolmente l’attenzione?

Meglio l’attenzione verso il mondo interiore o esteriore?

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