per sempre“Per sempre”. Vi siete mai lasciati attraversare da questo pensiero in qualche settore della vostra vita?

Se penso a me… quante volte mi sono fatta ipnotizzare dall’idea che qualcosa dovesse essere per sempre! Una relazione, i petali di rosa seccati nel piattino, un lavoro, l’arredamento del bagno… scelte più o meno banali, più o meno impegnative, sempre condizionate dall’idea di fondo che dovessero valere per sempre. Un’idea sottile, subliminale, ipnotica… instillata da chi?!

Questo non lo so e dal mio punto di vista ha un’importanza limitata. Ciò di cui mi sono resa conto è invece la potenza che questo condizionamento aveva dentro di me, la quantità enorme di energie che mi risucchiava. L’ho individuato solo con grandi dosi di attenzione, perché era annodato nelle parti più profonde di me. Posso dedurre che la matrice fosse di antiche origini…

Di fatto, l’idea che qualcosa sia “per sempre” condiziona pesantemente la vita di chi la subisce.
Se da un lato porta doni come la lungimiranza, l’oculatezza nelle scelte, il senso della saggezza, dall’altro limita fortemente la creatività e le potenzialità insite in ogni situazione. Liberarsi dall’idea che qualcosa sia “per sempre” ci affranca dal peso della responsabilità, mantenendo la responsabilità in forme più fluide, concedendoci di guardare alla vita come a qualcosa di transitorio, una caratteristica che appartiene realmente alla natura dell’esistente!

Giocare, divertirsi, osare

Giocare, divertirsi, saper osare, sono alcuni dei filoni di vita che si spalancano davanti a noi quando rinunciamo all’idea del “per sempre”. Forse non è facile da comprendere, nemmeno per me che ne ho appena preso un barlume di coscienza, ma per ora ci tengo a condividere con voi questa intuizione: l’idea del “per sempre” in qualche modo ci imprigiona fra le sbarre del perfezionismo, mentre quando iniziamo ad affrancarcene, allora le nostre esistenze si alleggeriscono!

Niente può essere definitivo, in nessun modo, perché la vita è sempre e solo cambiamento. Conoscete qualcosa che non sia in costante cambiamento? Nemmeno una pietra può esserlo, visto che viene quotidianamente scolpita dall’azione del vento, dell’acqua e degli altri esseri viventi.
Stabilito quindi che la vita è movimento e cambiamento, per sempre diventa un’illusione, semplicemente un modo per indicare un tempo lungo. Ma è un modo che potrebbe portarci a conclusioni pericolose per il procedere della nostra vita, corrompendoci con la sensazione che qualcosa possa essere definitivo.

Accade poi, di fronte alla morte – per voler essere totalmente chiari e privi di tabù – che ci rendiamo conto che nulla è definitivo. E allora, se riguardiamo all’idea del “per sempre” con occhi diversi, con occhi consapevoli del fatto che significa solo “per tanto tempo”, che cosa succede in noi e nelle nostre percezioni?

Personalmente ho colto un’enorme liberazione interiore nell’accorgermi, con i sensi e non solo con i pensieri, che posso concedermi di fare qualcosa di sbagliato, di non definitivo, qualcosa che domani potrò cambiare, senza sentirmi posseduta dalla necessità di creare qualcosa di perfetto.

Sì, per stringere le fila di questa riflessione, direi proprio che liberarsi dall’idea del per sempre ci concede maggiore libertà di movimento, ci porta alla fiducia di poter sperimentare con maggiore sicurezza, perché i nostri errori e le conseguenze spiacevoli arrecate dalle nostre azioni non saranno comunque per sempre!

PS: perché i petali di rosa? Perché è stato durante un momento di “pulizie consapevoli”, alle prese con una profumata ciotola di vecchi petali di rosa, che sono nate queste riflessioni… 😉

Voi come la vedete?!

“Per sempre” e le sue prigioni

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