Ci sono cascata dentro fino al collo, come quando, camminando nel bosco, sprofondi all’improvviso in una trappola per animali scavata nel terreno e irriconoscibile perché ricoperta da strati di foglie e rami… E proprio come un animale in gabbia mi sono sentita: rabbiosa, impotente e privata della mia libertà.

La pandemia tutta emotiva da Coronavirus sta generando reazioni incontrollate: chi accusa pesantemente il colpo della rabbia, come me; chi trema in preda alla paura; chi soccombe all’ansia da caos, nel tentativo di riorganizzare le proprie giornate.

Se volessi puntare il dito contro “il sistema” potrei constatare che la destabilizzazione civile è fra gli effetti voluti da chi ci sta manipolando.

Se invece il mio obiettivo è approfittare di questo cambiamento per radicarmi ancor più nella comprensione di me, la prospettiva cambia. Così, osservo che i pensieri sfrecciano veloci attraverso la mia mente, ma non abbastanza da non farsi acchiappare!

Da quando, ieri sera, ho saputo che un’ordinanza ministeriale imponeva la chiusura e la sospensione di luoghi di aggregazione sociale, io e la mia rabbia ci siamo fatte quasi una giornata di accese chiacchierate. Lascia che ti racconti cosa ci siamo dette…


Dalla rabbia alla paura e oltre…

“Perché sei arrabbiata?” mi chiedevo.

“Perché mi sento una vittima impotente di una situazione che ritengo ingiusta”.

Che cosa si cela dietro la tua rabbia?” ho indagato, per ore… 😉

“La paura di perdere la libertà”.

Ci siamo: se è vero che chi ha creato questa situazione allarmistica voleva seminare paura, beh… ha fatto centro anche con me! Pensavo di esserne esente, perché sinceramente il pensiero del Coronavirus non mi sfiora, ma quella paura che non era entrata dalla porta principale, è entrata invece dalla finestra sotto altre spoglie.

Dunque, il tema è la paura.

Ora che l’ho isolata nel caos emotivo che mi disorienta, come posso liberare l’energia imprigionata in questa emozione, affinché possa tornare a scorrere liberamente in forme più armoniose e funzionali alla vita?

Innanzitutto ricordandomi di due principi:

  • ogni emozione reiterata nel tempo è un accumulo energetico: sciogliendolo, l’emozione fluisce e si trasforma.
  • La paura è assenza di amore. Dove c’è paura non c’è amore e dove c’è amore non c’è paura.

Bene, quindi, se accolgo con amore la parte timorosa di me, che cosa può accadere?


La trasformazione delle emozioni

Mi sono concessa di sperimentare la risposta a questa domanda, accogliendo l’invito di una cara amica di farmi “surrogare” con PSYCH-K®: lei si sarebbe connessa alla mia energia per aiutarmi a sciogliere il nodo di quel groviglio di emozioni depotenzianti.

Ecco che la rabbia si è svelata energeticamente come paura e la paura ha ceduto il posto alla leggerezza

Per raccontartelo con un po’ di bizzarra fantasia, immagina un aereo bombardiere che, volando, si sfila la scocca da guerra, rivelando un’armatura da difesa, e poi, volando ancora, si sfila anche l’ultimo rivestimento e allora ti accorgi che è solo una simpatica mongolfiera che si dondola placida nei cieli…

Ecco, mi sono sentita un po’ così, fra un passaggio emotivo e l’altro…

Quando ho individuato il “pensiero zero”, cioè la paura di perdere la mia libertà, ho sentito di aver raggiunto il centro della questione, in quel magma di pensieri infuocati che mi hanno tenuta accesa per quasi ventiquattro ore…

È qui che ho l’opportunità di evolvere – ho riflettuto – senza cadere in pasto ai “poteri forti” e rimanendo salda in me stessa”.


Rimanere salda in me stessa

Facciamo un passettino avanti: come posso rimanere salda in me stessa?

Credo ci siano diversi modi per ancorarsi in sé, tutti molto soggettivi. Fra i miei modi ci sono, per esempio:

  • rinnovare la volontà di scegliere l’amore anziché la paura, chiedendomi “Per che cosa provo amore?”, piuttosto che osservare la paura che arriva…
    Ogni volta che scegliamo, rinforziamo la nostra identità.
  • Optare per una disciplina interiore che mi porti ad astenermi dal giudizio rispetto a ciò che mi fa incollerire. Ci vuole molta determinazione, ma si può fare. Praticare una disciplina rinforza la volontà.
    La volontà è fondamentale per mantenerci in carreggiata nella vita.
  • O, addirittura, questa è l’occasione giusta per mettere in pratica una meditazione del “Vijñana Bhairava Tantra” che da tanto tempo non potevo più applicare, perché erano anni e anni che non mi arrabbiavo così tanto! Questa:
    “Giaci come morta. Arrabbiata in ira, stai così. Oppure fissa senza muovere una palpebra. Oppure succhia qualcosa e diventa il succhiare”.

Per ora mi fermo qui, c’è già così tanto da fare per spolverare i miei pensieri dalle turbolenze dei media e delle istituzioni!


E tu, stai usando o ti stai facendo usare dall’epidemia emotiva da Coronavirus? Confrontarsi in questo momento sarebbe un altro modo per ascoltarsi e rimanere saldi in se stessi…


Coronavirus: viaggio interiore nelle emozioni

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2 pensieri su “Coronavirus: viaggio interiore nelle emozioni

  • 27 Febbraio 2020 alle 12:42
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    Grazie per il tuo aiuto che è un grande supporto. Io in questo momento di paura e ansia ho trovato il tempo di meditare di più, rileggere i tuoi articoli in tranquillità e cerco di non ascoltare tutto il bombardamento di notizie a volte vere e a volte false. Grazie e un abbraccio di luce
    Patricia

    Rispondi
    • 27 Febbraio 2020 alle 15:13
      Permalink

      Cara Patricia, ti ringrazio per il tuo commento, che dà la possibilità, a chi è ancora disorientato, di trasformare questo momento in una grande opportunità per riscoprire altri modi e altri tempi per sé…

      Rispondi

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