lotta emozioniOrdine, pulizia, chiarezza interiore contro emozioni e passione: una sfida immane! Il premio per chi la vince? Forza e centratura.

Quando le emozioni arrivano in maniera prepotente travolgono tutto l’essere, le facoltà intellettive vengono rimescolate e annebbiate, il sentire viene traviato, le priorità vengono alterate e scombussolate. Accade una vera e propria rivoluzione interiore, che se se da un lato porta energia e fuoco trasformatore, dall’altro rischia di portare alla perdizione: il fuoco brucia tutto, se non governato.

Secondo la mia esperienza, quando si sente la passione arrivare, che senza chiedere niente a nessuno si impone rimescolando tutte le carte in tavola, è necessario trovare una soluzione per arginarla e incanalarla. Altrimenti finiamo per ritrovarci in situazioni lontane dalla nostra essenza, se non addirittura devianti dal senso della nostra vita. Le emozioni, infatti, sono dispersive e mutevoli per loro natura: impossibile mantenere un centro, una direzione, se ci affidiamo ad esse.

Allora, qual è la soluzione?

Ancora una volta, le vie sono tante, le certezze non esistono, ma nessuno ci impedisce di tentare, e spesso accade che, sperimentando e lavorandoci intorno, i problemi si sciolgono. Fra le tante tecniche che si possono scegliere, dalla meditazione alla purificazione fisica, al lavoro sulle energie sottili… vi racconto una mia recentissima esperienza!

Da qualche mese il mio computer presenta problemi che rendono difficile mio lavoro: rallenta, si ferma, non risponde ai comandi. E le mie emozioni impazzano: non sopporto di essere bloccata e di non poter fare qualcosa per liberarmi dai vincoli. Quindi nervosismo, rabbia, impazienza vengono a trovarmi di sovente, nonostante mi stupisca del fatto che, rispetto anche solo a qualche mese fa, abbiano incredibilmente moderato i toni, consentendomi di non bruciare in essi la mia attenzione.
Vari tecnici hanno decretato che, nonostante abbiamo potenziato il disco rigido del computer, permane qualche misteriosissima incompatibilità, che non è rintracciabile tra software e cavi… la macchina non accenna a funzionare degnamente!

Il messaggio per me è chiarissimo: il problema è nella mia vita, non nel computer! Ma quale?!

La diagnosi che ho sentito è questa: un disco troppo potente in una macchina che non riesce a tenere il passo rappresenta una enorme potenzialità bloccata in una situazione ormai obsoleta. Soluzione: cambiare direzione, lasciare il vecchio,  riconoscerne i meriti, onorarlo e rispettarlo per quello che mi ha portato, ma ora aprirmi a nuove visioni, nuove prospettive, un altro grande cambiamento (“Ancora?!!!” Inesorabilmente sì…).

In cosa consiste questo cambiamento? Come capire la direzione giusta?

Il primo passo è entrare dentro la situazione, scendere in profondità, lasciando che la confusione e le emozioni rimangano a galleggiare in superficie, rendendole una mera protezione dal mondo esterno e lasciando che, oltre quella barriera, il nostro sguardo si approfondisca, fino a raggiungere l’intimità del nostro essere, fino a toccare la natura profonda della nostra vita in questo momento. Può accadere con una visualizzazione: immagino di scendere passo dopo passo dentro di me, vedo da fuori la mia figura e un passo alla volta ci entro, attraverso le viscere, fino ad arrivare in un angolino in cui mi sento bene, protetta, a mio agio. Lì mi siedo, mi accovaccio, e da lì osservo cosa vedo intorno, i rumori che sento, le immagini che passano, che cosa si sta muovendo e che cosa è immobile. Rimango in ascolto,  ricettiva a ogni minima variazione e anche a ciò che è sempre uguale e lascio che questi impulsi mi donino una nuova visione.

Una penna e un foglio di carta appaiono e sono per me in questo momento il chiaro invito a staccarmi dalla macchina e a fare ritorno alla modalità analogica di fissare i pensieri, i percorsi, le esperienze: carta e penna. “Guarda caso” era da un po’ che sentivo un invito a farlo, ma rimanevo prigioniera dentro l’automatismo delle abitudini… non ho risolto il problema del computer, ma ho colto un messaggio importante per me e questa volta non ho scampo: sono costretta a seguirlo per poter portare avanti i miei compiti e il mio lavoro.
Carta e penna, ma anche un’infinità di altri stimoli. Calma, determinazione e pazienza per accoglierli e valorizzarli tutti.

Ecco, vi ho condiviso un’esperienza freschissima personale da cui sto imparando – ancora una volta – a staccarmi dal vortice delle emozioni e a cogliere segnali importanti dai fatti che mi accadono intorno.

Ora vi lancio la palla: mi raccontate un’esperienza in cui siete riusciti a non cadere nel vortice delle emozioni, a non perdervi nelle contingenze di un fatto “fastidioso”, bensì a trarre un insegnamento da ciò che vi accadeva?

PS: intanto stamane sono riuscita a pubblicare questo post senza che il computer remasse contro… Che il messaggio colto sia proprio quello giusto?! 😉

Il computer lento e la lotta con le emozioni (messaggio segreto)

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