non attaccamentoNon attaccamento al dolore, non attaccamento all’amore. Un traguardo difficile per molti, eppure la vita è un flusso e tentare di bloccarla in uno dei due stati è un atto controcorrente e innaturale, che ci espone a serie conseguenze.

Attaccarci significa non accettare gli eventi; non accettare significa credere di avere una visione più ampia è migliore di quella della Fonte che ci ha generati. Mettersi in questa posizione significa essere arroganti e gli arroganti, prima o poi, vengono schiaffeggiati dalla vita, trovando nuovi spunti per attaccarsi, per non accettare.

L’umiltà, nel suo senso più autentico, non è una passiva rassegnazione, ma consapevole accettazione.
Consapevole di che cosa? Della limitatezza della propria mente che per sua natura non può comprendere il piano in cui avviene la “progettazione” degli eventi.

La mente è fatta per risolvere i problemi. Ma se non siamo in grado di domarla, mantenendola un umile servitore, sarà lei stessa causa di nuovi problemi.

Il non attaccamento, l’umiltà oltre la mente

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