il potere creativo delle aspettativeAbbiamo parlato qualche post fa delle “aspettative che uccidono”. Ebbene, come promesso – e come sempre – c’è anche un altro lato della medaglia: le aspettative possono anche “dare la vita”. Basta saperle attivare in maniera corretta!

Quando parliamo di “potere creativo delle aspettative” stiamo chiamando in causa il potere dell’intenzione: formulando un’aspettativa, a livello conscio oppure no, stiamo attivando la nostra attenzione, focalizzandola su uno stato desiderato.

“Mi piacerebbe essere ricca”; “Desidero ottenere quel posto di lavoro”; “Voglio cambiare casa”: la nostra attenzione “lavora” intorno a queste mete. Può farlo in maniera consapevole o meno, può seguire tecniche e strategie più o meno elaborate, può accadere in maniera del tutto spontanea.

La discriminante che differenzia le aspettative “creative” da quelle “distruttive” è lo stato emotivo che immettiamo nel coltivare l’intenzione: le aspettative creative sono inondate da un sentimento di fiducia, gratitudine, determinazione. Quelle distruttive da una forma di speranza che assomiglia all’impotenza, al vittimismo e che, di fatto, rappresenta un blocco energetico.

Come distinguere le aspettative creative da quelle distruttive?

Le aspettative creative sono quelle col sorriso 😀: ci fanno sentire gioiosi, fiduciosi, aperti alle possibilità che la vita offre, perché ci sentiamo sicuri che l’esito sarà a nostro beneficio.

Le aspettative distruttive si dipingono sul nostro volto con una smorfia di scetticismo o tristezza 🙁: ci fanno vivere nel dubbio, nell’ansia, in colori cupi o nebbiosi e sempre pronti ad abbatterci perché le cose non stanno andando come vorremmo.

La differenza si manifesta in maniera sostanziale nel momento in cui gli eventi deviano rispetto al percorso e alle forme che ci eravamo immaginati nelle nostre fantasie: chi ha un’aspettativa creativa sa che si tratta di un momento di transizione fra uno stato e l’altro; si aspetta il meglio dalla vita e non si lamenta se il meglio transita per vie impreviste, spiacevoli o addirittura dolorose.

Chi vive nell’aspettativa distruttiva è sempre pronto a verificare se gli accadimenti corrispondono al suo obiettivo, come un bambino che scrive la letterina a Babbo Natale e poi torna ogni ora a vedere se è passato a lasciargli i doni, senza la capacità di attendere il momento giusto…
Questo tipo di persone vive nella totale mancanza di fiducia e nell’incapacità di accogliere i progetti che la Vita ha per loro.

La differenza fondamentale fra queste due tipologie di formae mentis consiste proprio nella fiducia, o fede:

  • i primi sanno che la vita ha sempre in serbo il meglio per loro;
  • i secondi si aspettano invece una delusione.

Se pensiamo alla legge di attrazione, o risonanza, è implicito che i primi attrarranno motivi per cui essere felici e soddisfatti; i secondi, così come hanno chiesto manifestando un atteggiamento di sfiducia, attireranno situazioni per cui essere scontenti e delusi e potranno confermare la propria visione cupa della realtà.

Alla fine, la differenza sta sempre in una scelta: essere felici o “avere ragione”.

Qual è la vostra esperienza in merito alle aspettative? Come vi relazionate ad esse, quali stimoli e situazioni portano nella vostra vita? Oppure pensate che le aspettative siano una cosa completamente astratta e ininfluente? Se vi va, scrivetemi la vostra nei commenti qui sotto!

Il potere creativo delle aspettative

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