mente anarchicaNon trovi l’ispirazione, ti senti in confusione, non sai come dare una svolta a questo momento?  Beh, ti do’ una buona notizia: sei in buona compagnia! Non sei affatto solo! Se mi dedichi tre minuti del tuo tempo, ti spiego perché la mente “anarchica” è la radice della tua insoddisfazione!

Dentro l’anarchia della mente

In una professione come la mia, la facilitazione per il riequilibrio energetico e tutte le attività collaterali necessarie a sostenerla, succede anche a me di ritrovarmi persa fra mille pensieri e azioni confuse. Capita per esempio che:

  • se sono alle prese con un testo impegnativo da scrivere, mi arrovello: “Potrei scrivere questo, quello o quell’altro, ma… mi manca l’ispirazione!”.
  • Se ho di fronte una persona che mi sta chiedendo aiuto in maniera inusuale, mi assillo: “Oddio, che cosa posso risponderle?!”.
  • Se sono intenta a creare nuove iniziative, mi blocco dubbiosa: “Sarà meglio questo o quell’altro?”.

In tutte queste situazioni c’è un unico filo conduttore, lo vedi?

Non importa la contingenza, non importa ciò che mi frulla per la testa, importa un solo fatto: la mia mente ha preso il sopravvento!

Quando non so cosa sia meglio scrivere, quando non ho subito la risposta che vorrei, quando non ho l’ispirazione per modellare nuove attività, il motivo è sempre l’interferenza della mia mente, che tenta di dare soluzioni in ambiti che non sono i suoi.

E’ vero, un tempo, soprattutto quando studiavo, il mio emisfero sinistro aveva sempre la meglio: pensavo che così avrei imparato quello che dovevo imparare e ottimizzato i tempi di studio e i miei progetti. “Pensavo”… appunto! Di fatto la vita stava prendendo tutta un’altra piega rispetto a quella che avevo immaginato. Una piega bellissima, come l’ansa di un fiume che gradualmente sposta il suo corso da est a ovest attraversando nuove bellissime terre. E, improvvisamente, ti accorgi che il nuovo paesaggio è ciò che la tua anima desiderava da tempi immemorabili…

Poi, con il tempo, maturi anche una consapevolezza fondamentale: non sono stati i progetti, i calcoli e i programmi a portarti fin lì. Il tuo motore e la tua guida sono stati nella tua forza interiore, che attinge alle profondità dell’anima.

Vadim Zeland, nel suo Transurfing, ci ricorda che solo nell’unità di anima e ragione possiamo ottenere il meglio per noi!

Ma come si ottiene questa unità?

Oltre l’anarchia della mente

L’unità interiore, quello stato in cui percepisci di aver messo al suo posto la mente, si ottiene ascoltando l’anima e usando la ragione come un servitore!

Nella bellissima metafora della carrozza di Gurdjieff, l’essere umano è come una carrozza, dove il cocchiere (la mente) è sempre ubriaco e quindi non può guidare i cavalli (le emozioni), che vanno dove gira loro, momento per momento, sballottando la carrozza (il corpo fisico), che viene sottoposta a insostenibili squilibri e tensioni. Ti risuona?!

Ma la domanda è: perché accade tutto questo?

Perché il padrone dorme all’interno dell’abitacolo! Un padrone (l’Io, la Presenza) che dorme non è in grado di dare una direzione alla propria vita e lascia che mente, emozioni e corpo finiscano allo sbando.

E’ certo che non è semplice far tornare la mente al suo ruolo originario di  servitore, addetto alla realizzazione degli ordini del padrone, ma è l’unica via per ricreare in noi quell’unità da cui proveniamo.

L’obiettivo di fronte a una mente anarchica, confusa e confusionaria, dunque, non è tanto il silenzio (difficile farla stare zitta!) quanto l’obbedienza! Ma affinché questa possa realizzarsi, è necessario che il padrone si risvegli, un’operazione che richiede tempo, dedizione e allenamento…

Giorno dopo giorno, con un po’ di meditazione, di esercizi di presenza, di sfide all’ego ci creiamo la possibilità di dare una scalpellata ai monumenti della mente, creando un po’ di spazio in più affinché il padrone possa ritrovare il proprio raggio di azione.

Detto in soldoni: ascoltiamoci, prestiamo orecchie e attenzione a quella vocina che si fa viva quando qualcosa non fa per noi o indicandoci quello che è giusto che facciamo. La mente inveirà, tenterà di coprirla con grida e motivazioni ad alto tasso di logica, ma se impariamo a riconoscere quella voce, ben presto sapremo rimettere le farneticazioni razionali al loro posto! E quando questo accadrà, la vita inizierà a fluire nella miglior direzione per noi.

PS: pensi che il traguardo della libertà dalla mente ti si manifesti sotto forma di striscione appeso sopra ai tuoi occhi, tipo “Ben arrivato, sei giunto a destinazione”?!.

Niente affatto, mio caro/a: ogni giorno un po’ di più ti allontanerai dal punto in cui ti trovi finché, in un tempo indefinito, tornerai a guardarti indietro e allora ti sorprenderai a constatare: “Quanta acqua sotto i ponti… quanta fluidità c’è ora nella mia vita!”. E’ così, questi passaggi si manifestano un po’ per volta, per dare la possibilità al nostro sistema corpo-mente di adeguarsi senza traumi insostenibili. Perché anche la felicità, per un individuo che non è pronto, è un vero e proprio trauma!

La vita oltre la mente anarchica

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