aspettative“Mi aspettavo che mi invitasse…”; “Speravo che le cose fossero diverse…”; “Immaginavo che questo percorso fosse più leggero…”. Le aspettative inconsapevoli creano una predisposizione interiore che, spesso e facilmente, viene disattesa dagli eventi. E quando gli eventi ci spiazzano, è facile che si inneschino i meccanismi della rabbia, della vendetta, della frustrazione, della depressione…

Le aspettative stroncano sul nascere i sentimenti, perché ci impediscono di immergerci nel flusso della vita che li genera. È come metterci un tappo sopra e impedire loro di uscire allo scoperto: rimangono dentro di te, vivono dentro di te, ma tu non te ne accorgi. Li tieni rinchiusi, come fossero un mostro in cantina, perché hai riservato il piano nobile della casa ad accogliere in ogni istante qualche nuova aspettativa.

Ti aspetti che arrivi il tuo ospite preferito, ti aspetti che qualcuno ti faccia un complimento, ti aspetti che arrivi quella telefonata… ma il più delle volte la porta rimane chiusa, il complimento non arriva e il telefono non squilla. E i tuoi sentimenti passano inosservati, andando a nutrire quel mostro, che invece potrebbero liberare.

Le aspettative uccidono il momento presente, perché non sono in grado di riconoscerlo. Sono come parassiti che si attaccano alle situazioni, alterandone la forma. Così, se stai camminando in mezzo a un prato, ma credi di essere in una città affollata, ti perdi il prato, ti perdi il momento e la magica meraviglia che ne ti circonda.

Le aspettative uccidono le relazioni, perché si intromettono fra due anime desiderose di comunicare, mentre ogni incontro è sacro perché, quando si manifesta, significa che c’è qualcosa da scambiare. E non è detto che sia qualcosa di piacevole: anche in quel caso le aspettative diventano un’occasione per deviare dall’incontro di anime che sottende la relazione, fosse anche tumultuosa.

Come profumate e appetitose fette di prosciutto, le aspettative ci foderano gli occhi, come morbidi tappi di ovatta occludono le nostre orecchie, come vellutata crema isolante rendono impermeabile la nostra pelle e confondono il nostro olfatto. Le aspettative sono nebbia per la mente e veleno per i sentimenti.

Nutrire passivamente le aspettative ci impedisce di accorgerci di ciò che sta accadendo fuori di noi e dei moti interiori che rendono così ricca la vita: nel movimento di un braccio può celarsi l’intero universo. Nello sguardo di chi abbiamo davanti potrebbe rivelarsi l’infinito. Ma se il movimento del nostro braccio nasce come semplice automatismo, se il nostro osservare è un passivo assorbire, non avremo coscienza della meraviglia del mondo.

Per accorgerci del reale è necessario essere svegli, e le aspettative sono morfina per i nostri sensi. Per interagire in maniera sana con il mondo è opportuno conoscerlo, e le aspettative inibiscono le nostre capacità di comprensione. Per creare intorno a noi il mondo che desideriamo, dobbiamo prima essere in grado di osservarci nell’intimo, e le aspettative sono la barriera che confonde le nostre percezioni.

Chiarito questo, è bene precisare che le aspettative possono avere anche un ruolo trainante e creativo nella nostra vita… ma di questo parleremo in maniera approfondita in un altro momento!

Qual è la vostra esperienza in relazione alle aspettative?

Le aspettative che uccidono…

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3 pensieri su “Le aspettative che uccidono…

  • 4 Novembre 2016 alle 14:15
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    si so bene cosa si prova vivere in una specie di limbo, nel mio caso non riuscivo ad interpretare i comportamenti di una persona. A volte sembrava voler dire una cosa ed altre l’esatto opposto e quindi non si riesce a “metterci una pietra sopra” proprio perché c’è una possibilità, un dubbio, un forse, un può essere ed io ci sono cascata come una scema, ed è vero ero nervosa, arrabbiata con chi mi stava attorno e cercava di farmi vedere le cose dall’esterno, non vivi bene così perché come ha scritto Lei non riuscivo a godermi le belle cose che comunque mi capitavano perché ero focalizzata e avvolta nei miei “se”, “ma” e “bho”. E’ difficile anche staccarsi da una situazione così perché si spera sempre che la nostra di aspettativa si realizzi.

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    • 6 Novembre 2016 alle 15:39
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      Grazie Sara per aver condiviso la sua esperienza. A volte le aspettative ci rendono la vita impossibile in maniera macroscopica, come nella situazione che ha descritto; altre volte si insinuano silenziosamente nelle nostre vite generando situazioni che, anche nel lungo periodo, ci espongono a delusioni e scompensi…
      La soluzione, dal mio punto di vista, è rimanere radicati nell’esperienza del momento presente e imparare a discernere fra ciò è creazione della mente e ciò che sono i “fatti” (anche se è pretenzioso parlare di “fatti, perché noi interpretiamo sempre gli eventi).

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  • Pingback:Il potere creativo delle aspettative – Roberta Marzola

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