legge della grazia

La legge della grazia trasforma i nostri istanti in un flusso armonioso e rigenerante, rende tutto nuovo e sorprendente, ci eleva verso l’alto e ci invita alla gratitudine. Se porta frutti così succosi, perché allora non la applichiamo nella nostra esistenza?!

Ci alziamo ogni mattina, il nostro corpo è al nostro servizio per poterci muovere, ricevere e trasmettere stimoli, per provare piacere. La nostra casa è a disposizione per accoglierci, nutrirci, farci riposare. I nostri familiari ci consentono di avere una famiglia. I nostri amici ci fanno sperimentare il valore delle relazioni. Il nostro lavoro ci garantisce sostentamento e a volte gratificazione. I nostri hobby ci fanno vivere creatività e passione.

E la nostra mente, come reagisce a tutto questo ben di Dio? Molto spesso lo dà per scontato: non ci ricordiamo che potrebbe sgretolarsi nel nulla da un istante all’altro, come accade a seguito di un incidente, un lutto, una perdita…

“Dare per scontato”, il nemico della gratitudine

Dare per scontato toglie valore alla vita, che inizia a diventare sempre uguale a se stessa, banale, insignificante e insoddisfacente.

Eppure, ogni giorno tutto è nuovo. Ogni giorno niente è scontato, perché potremmo perdere il lavoro o un familiare, la casa o l’uso di una gamba. Ma ci fa così comodo andare alla ricerca di altro… la mente è per sua natura insoddisfatta, perché sa benissimo che, se tutti i problemi fossero risolti, lei potrebbe scomparire. Ecco perché, continuamente, ignora ciò che esiste e va a caccia di creare nuovi problemi da risolvere! E’ solo così che si sente viva…

Per fortuna, noi non siamo solo mente! Siamo un flusso continuo di vita che si incarna in esperienze che ci regalano emozioni e comprensioni sempre nuove.

A questo punto, viene spontaneo chiedersi:

“Come faccio a trasformare la mia percezione, che dà tutto per scontato, nella capacità di ricevere con gratitudine e sorprendermi al nuovo che la vita mi riserva ogni giorno?”

La soluzione che io ho trovato sta in un diverso atteggiamento mentale, una disposizione all’apertura e all’umiltà, che prende il nome di gratitudine.
Se un giorno un tuo amico ti viene a trovare con un regalo per te, probabilmente ti stupisci e lo ringrazi di cuore, perché non te lo aspettavi, perché ti ha piacevolmente sorpreso, perché hai avuto conferma di essere nei suoi pensieri, ecc. Probabilmente ti verrà spontaneo ringraziarlo per ciò che hai ricevuto, vero?!

Perché la stessa dinamica non si scatena anche per tutto ciò che riceviamo ogni giorno dall’esistenza? Se ti rendi consapevole che nulla ti è dovuto e che tutto è un dono che ricevi, allora diventerà più facile apprezzare ogni singolo istante della tua vita e coltivare il sentimento della gratitudine.

Riportare l’attenzione sulle piccole cose, ripartire da lì, dal grande valore che portano ai nostri occhi e ai nostri sensi, ecco… la gratitudine parte semplicemente da questo!

Per lasciar penetrare in te questa visione, ti affido a queste speciali parole pronunciate da Osho.

Osho: dalla gravità alla grazia

La gratitudine è un valore immenso. È la soglia più vicina al divino: provare gratitudine per tutto ciò che l’esistenza ha fatto e continua a fare. Le sue benedizioni sono infinite, eppure l’uomo è così privo di qualsiasi senso di gratitudine, così avaro nel suo ringraziare che sembra impossibile esprimere addirittura quelle parole: “Sono grato”. 

Ebbene, se non inizi a sentirti grato all’esistenza, rimarrai allenato, rimarrai estraneo alla vita, uno straniero. La gratitudine diventa il ponte, in quel caso questa è la tua casa. Più ti senti grato ad esistenza, più ti sentirai a casa e a tuo agio nella vita. 

L’intero disagio della mente umana è dovuto al fatto che dal mondo è scomparsa la gratitudine; mai in passato è esistito un simile disagio, e il motivo è solo questo: la mente moderna, l’uomo moderno esistono per la prima volta privi di qualsiasi senso di gratitudine. Abbiamo iniziato a dare le cose per scontate. 

Non si dovrebbe mai dare nulla per scontato. Tutto è così miracoloso così meraviglioso; tutto è un tale mistero è tutto porta benedizioni così sorprendenti… ma per vederlo, si deve tornare bambini e guardare con occhi colmi di meraviglia. In quel caso la vita torna a essere viva; allora gli alberi non sono più semplici alberi, sono individui; e le montagne non sono più semplici montagne: sono divinità. La Terra non è più solo una terra, è la madre; e il cielo non è più nudo cielo, è il padre.

Quando Gesù usa la parola abba, “padre”, per rivolgersi a dio, rivela gratitudine. Tutte le preghiere scaturiscono dalla gratitudine, e quando sei grato, la grazia di discende su di te. 

Nella gratitudine l’uomo diventa ricettivo: quella grazia si riversa a ogni istante, ma noi non siamo ricettivi; quando lo diventiamo, veniamo appagati. Così come esiste una forza di gravità sulla Terra, che spinge ogni cosa verso il basso; esiste un’altra legge, la legge della grazia: ogni cosa viene attratta verso l’alto. Ma si deve permettere che accada. 

Nella gratitudine accade proprio quello: si è elevati, le nostre ali iniziano a crescere. Anziché legati alla legge di gravità, ci si sposta all’interno di un’altra legge: la legge della grazia.

(Osho, “Ventidue chiavi per riscoprire te stesso“)

[Foto di Brigitte Tohm]

La legge della grazia

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