mestruo energia femminile creativaOggi per me è un nuovo primo giorno di mestruazioni. Negli anni ho acquisito da fonti esterne (libri, corsi, esperienze…) pochissime nozioni sulle fasi del ciclo mestruale, ma osservando me stessa piano piano le conoscenze stanno arrivando… E oggi ho deciso di assecondare il “flusso”, arrivando a qualche interessante trasformazione, dentro e fuori di me, che ho piacere di condividere con le donne che mi stanno leggendo.

Come ho premesso, non sono una di quelle donne che si è fatta una cultura su libri come “Luna rossa”, né appartengo a quella genia femminile che ha mantenuto vive e attive le conoscenze del femminino.
Ho sempre vissuto seguendo i miei programmi razionali e ben ponderati. Se nel tempo ho acquisito la capacità di non farmi travolgere dagli eventi, ma di orientarli e coglierne il senso, solo recentemente la sto applicando anche al mio essere donna. E solo oggi, dopo una settimana esatta dall’evento “Stregata dalla luna”, con Lucia Merico e il suo gruppo di donne, una parte di me ha deciso di onorare come si deve questo primo giorno.
Un nuovo inizio, che ha trasformato una giornata lavorativa a pieno ritmo in una lunga pausa circolare, dove ancora non vedo principio e fine, ma solo un rincorrersi di idee, sensazioni, percezioni, illuminazioni e momenti di vaghezza consapevole…
L’allenamento a cogliere la particolarità di questo momento mi ha portata a invertire alcune idee che mi ero fatta e che confermavo inconsapevolmente con il mio linguaggio…

Non lentezza ma l’essenza

Nel compiere gesti quotidiani, come tirare fuori dalla lavatrice gli asciugamani bagnati e abbracciati stretti stretti come se non volessero lasciarsi mai, mi sorprendo a correggere il mio vocabolario: “Cavolo, non sono lenta… sto solo assaporando un nuovo senso in ciò che faccio!”. È un’attenzione diversa e particolarmente intensa che mi fa cogliere l’essenza del gesto e di tutto il suo potenziale.

E così ascolto la mia mano, che vuole sentire l’umido di quella spugna fresca pregna di acqua; il mio braccio, che vuole danzare con l’abbraccio degli asciugamani, senza strattonarli ma accompagnandoli in un dolce distacco; i miei occhi, che vogliono godersi quell’intreccio di bianchi, rosa, viola e gialli; il mio olfatto, rapito dal profumo di bucato…

Poi, mentre scrivo, mi chiedo: “Ma serviranno a qualcosa queste percezioni sottili nella vita?”. La risposta, con calma, arriva: “Attraverso i cinque sensi ci espandiamo nel mondo. Vivere senza valorizzarli è come rinunciare a una gamba o a un orecchio”. Giusto, prendo nota…

Non dispersione ma ritmi circolari

In questo giorno così “movimentato”, fatico a stare dietro a un unico progetto: la mia mente si dilata come una ragnatela a 360° e vorrebbe espandersi su tutto. Allo stesso tempo, però, si ritrae da tutto dopo essercisi soffermata per qualche tempo. Quasi come un cucciolo curioso che viene sollecitato da mille eventi, ci gioca un po’ e poi cambia, attratto da qualcos’altro, per poi tornarci in un altro momento… però tutto con la calma di una vecchia saggia!

“Non sono dispersiva e inconcludente, ma seguo ritmi circolari, come trasportata da un’onda che mi solleva e poi mi rituffa nel blu” è stato il pensiero che è giunto a definire questa osservazione del mio modo odierno di essere e fare.

Accettare ritmi circolari e addirittura sinusoidali, anziché pretendere la linearità di un programma scaturito dalla mente, significa scoprire il ritmo intimo della vita di donna. Accettarlo apre anche alla possibilità di “realizzare cose” in maniera diversa e creativa, affine al pensiero laterale. E scoprire che funziona!!!

Non chiusura ma nuovo ordine

Tagliare con decisione i rami secchi, chiudere con gli eventi che ci trasciniamo dietro, cambiare le sistemazioni dentro e fuori di sé: la determinazione di questa fase è tale che, se la metti in atto, possono accadere veri e propri miracoli.
Per esempio? Sono rimasta basita anche io, ma è così: ho utilizzato la forza di questo primo giorno di mestruazioni per chiarire a me stessa, con un rituale preso in prestito dalla Gestalt, una situazione lavorativa che mi sta pesando e rispetto alla quale sto iniziando a covare rabbia… al punto che sarei disposta a lasciarla, nonostante per altri versi mi regali molte soddisfazioni. Il “miracolo” è stata una nuova proposta di collaborazione, dove potrei giocare le mie carte con competenza e passione. La proposta è arrivata pochissime ore dopo il mio rituale!!!

E’ alla luce di fatti come questi che la mia presa di coscienza diventa sempre più concreta e riconosco dietro al mio apparente chiudermi al mondo una volontà di riordinare gli assetti in maniera più consona al momento.

Ecco, con pazienza e determinazione, essere donna non è più solo un fatto biologico

Mestruo, ecco come ti cambio il vocabolario

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