libro HeLLeR“Mi chiamano HeLLeR, colei che è tornata dall’inferno”. Pur amando profondamente l’essere luminoso dell’autrice, la “Rock Woman d’Italia”, quando ho iniziato a leggere il suo libro ero un po’ titubante… un presente grondante di sangue e tragedia, l’ansia di un futuro che non arriva, bloccato nel tunnel senza uscita della malattia. Difficile. Difficile da accettare per chi come me cerca la luce anche nel buio.
Ma sapevo chi era lei, per via di quel legame intimo e deciso che ci unisce e, pagina dopo pagina, sentivo uscire sempre più prepotentemente la sua determinazione, la sua voglia di vincere quel male invalidante che non voleva nella sua vita. Così le pagine scivolavano via e in una sola sera sono arrivata all’ultima, ritrovando la mia amata HeLLeR, colei che è tornata dall’inferno o, meglio, Happyness & Life, Love & Richness.

L’inferno sono stati quei lunghi dieci anni di artrite psoriasica che l’hanno vista ridotta da ragazzina a malata semi invalida. Dieci anni fra aghi e ospedali, dolori atroci e vita da reclusa. Poi il miracolo, ovvero un passo dentro la morte: solo lei poteva risvegliarsi da quella tremenda emorragia interna sganasciando come una bambina innocente davanti ai cartoni animati! Sono righe che commuovono le corde più intime… Solo un’anima luminosa che finalmente ritrova la sua dimensione incarnata poteva sbalordire così, con quelle incredibili risate giunte prepotenti da chissà dove, i medici e i parenti che attendevano il suo ultimo respiro in quella fredda astanteria davanti all’obitorio…

A volte mi capita di desiderare vivere da viva la pace della morte e lei è stata così “fortunata” da sperimentarla senza farsi trascinare nell’altra dimensione e così forte da portarla indietro per farla assaporare a chi entra in contatto con lei.
Ora la Gratitudine per tutto ciò che ha e che non ha è parte della sua vita, al punto che sui profili Facebook la trovate come Heller Gratitude. Ora la sua vita non gronda più sangue, ma “grazie”.

Come è guarita? Qualcuno darebbe il merito ai farmaci biologici di nuova generazione. Qualcun altro alla determinazione del padre e all’amorevole e mai stanco supporto della famiglia. Altri a quella passione travolgente per la musica che la portava a tenersi la chitarra sotto il letto d’ospedale e a vincere la tappa cagliaritana dell’I-Tim Tour, sola sul palco di fronte a un pubblico da stadio, la testa spettinata e una patacca di sugo al pomodoro sulla maglietta, una chitarra mezza scordata da suonare con le dita ancora aggrovigliate dalla malattia.
Io vedo in lei un’anima che per un attimo si è ritrovata senza il peso della materia e si è ricordata chi era, ha deciso di cambiare rotta e di tornare ad essere se stessa, nonostante le tumefazioni e le deformazioni che attanagliavano il suo corpo e la sua vita. E da quel giorno miracoloso sono piovuti quei grazie che l’hanno aiutata a sopportare il dolore, a vedere l’amore dietro le pesanti pareti della sofferenza e finalmente a guarire e a divulgare al mondo il suo messaggio d’amore. E quando dico al mondo intendo proprio a tutto il mondo, perché i video della Rock Woman d’Italia contano milioni di visualizzazioni e di fan sparsi per tutto il pianeta.

Chi la vede oggi, così bella e radiosa, così felice di poter esprimere il suo talento artistico, non può immaginare quali sofferenze atroci quell’esile corpo abbia sopportato né da dove il suo spirito abbia tratto la forza per superarle. Ma chi guarda con attenzione nei suoi occhi, legge o ascolta le sue parole sente che arrivano dalla profondità di chi ha vissuto l’inferno ed è salita gloriosa al paradiso senza mai staccare i piedi da questa terra.

Il paradiso è qui e lei ce lo ricorda, con la forza di una tigre che non conosce la parola “impossibile”!

Grazie Heller, regina di cuori, ti porto sempre nel mio cuore.

PS: per chi volesse approfittare è ancora in corso l’operazione prenatalizia “HeLLp – Pime”, con cui HeLLeR devolve in beneficenza l’intero ricavato dalla vendita del suo merchandising, incluso il libro.

“Mi chiamano HeLLeR, colei che è tornata dall’inferno”

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