oltre la zona di comfort

“La tua vita inizia dove finisce la tua zona di comfort” scrive Neal Donald Walsch. Nelle prossime righe ti porterò in un viaggio nel nostro inconscio: che cosa accade quando sei nella tua zona di comfort? Che cosa quando invece ne esci? E poi: perché la amiamo così tanto? Seguimi e trova le tue risposte!

Cos’è la zona di comfort

Zona di comfort: hai presente un bel divano, comodo e sonnacchioso? Immagina di sprofondarci dentro, di lasciarti avvolgere, di dimenticarti di tutto… fantastico, vero?! Solo che stai così bene che passano le ore, passano i giorni… passa la vita!
Questo è il senso profondo (o sprofondo 😄) della zona di comfort. Piano piano, a volte senza accorgertene, scivoli in uno stato di apatia o di inerzia, e perdi interesse per ciò che esiste fuori dalla finestra, non ti guardi più intorno, non cerchi nuove esperienze da vivere, non hai interesse a imparare. Invece, l’essere umano nasce per evolversi… e l’evoluzione da divano non è prevista nel nostro codice genetico 😉

Bene: ora prova a immaginare di alzarti da quel comodissimo divano, così comodo che era diventato la tua prigione, e inizia a muovere i primi passi… Come ti senti? Forse un po’ intorpidito/a, probabilmente disorientato/a e forse anche instupidito/a. Potresti non sapere su quali forze puoi contare, potresti non avere idea da che parte andare, potresti soffocare per la paura di ciò che potrebbe succederti… Ecco: questa spesso è l’esperienza dell’uscita dalla zona di comfort.

È normale, non credi?
Se hai trascorso la tua vita in divano, quando ti alzi mille dubbi e paure si impossessano di te, e potrebbe anche darsi che ti venga una sfrenata voglia di girare i tacchi e scivolare di nuovo nel tuo mondo ovattato. Anche questo è normale!

Ci sono poi quelli che vengono presi da un entusiasmo sfrenato (quello che i ricercatori americani Don Kelley e Daryl Conner, teorici delle 5 fasi emotive del cambiamento volontario, definiscono “ottimismo ingiustificato”) e partono in sesta! Salvo poi sbattere la testa contro il muro…

Perché amiamo la zona di comfort?

Abbiamo visto che cosa sia la zona di comfort, ma rimane irrisolta una domanda: perché la amiamo così tanto? Perché ci stiamo comodi, la conosciamo e sappiamo come muoverci, non temiamo sorprese (ma neppure possiamo aspettarci quelle piacevoli!)… va bene. Hai mai pensato a cosa si nasconde dietro a questa ricerca di sicurezza?

Leggere la testimonianza di Silvia, una partecipante al Training on line “Celebrate – Dal sogno alla realizzazione” mi ha letteralmente illuminata! Te la riporto per intero nel prossimo paragrafo, con il suo consenso, affinché anche tu possa trarne le tue considerazioni.

Celebrate e il superamento dei limiti

Il mio percorso di Celebrate mi racconta che sono in grado di agire fuori dai canoni tradizionali e la cosa non mi crea disagio, anzi, per certi versi rende la sfida allettante.
Poi ho scoperto che so essere determinata e che ho bisogno di andare oltre i miei limiti. Qui ho fatto una scoperta interessante, mi sono accorta che era forte in me questa convinzione subconscia, ovvero, spingersi oltre il limite significa esaurirsi, esaurirsi significa fatica, totale assenza di energia, malattia, tempi di recupero lunghi e forse, sotto sotto, la paura di morire. E’ una situazione che ho vissuto sul lavoro, una esperienza dalla quale ho sicuramente imparato, ma che ha lasciato questo strascico che era per me fortemente limitante.

In questa esperienza invece ho scoperto che andare oltre i miei limiti, o zona di comfort, significa migliorare me stessa e aumentare le mie forze e le mie energie, e non ha nulla a che vedere con la mia precedente esperienza.

Un altro bisogno positivo è di fare del mio meglio nel momento in cui ci metto la faccia. Anche qui avevo una concezione limitante, avevo paura di metterci la faccia perché in passato ha significato essere sotto attacco ed essere stata pesantemente giudicata per i miei errori.
Metterci la faccia in Celebrate ha significato mostrare rispetto per me e per il gruppo e aver potuto ammettere senza paura che ero in difficoltà mi ha permesso di trovare la forza per reagire e andare avanti, forza che in passato ho sempre e solo usato per difendermi.
Quindi il bisogno positivo potrei tradurlo nell’imparare a stare negli ambienti dove posso impiegare le mie energie per dare il mio meglio, almeno fino a quando avrò allenato abbastanza questo nuovo modo di affrontare la vita. Ho compreso di avere la forza di rialzarmi quando serve, perché l’ho fatto. Non sento più il bisogno di capire tutto, quello che dovrò fare per il resto della mia vita, ma mi sta bene avanzare un passo alla volta. Ho compreso che avere un ritmo, non stare troppo ferma, mi fa stare meglio.

Oltre le memorie genetiche

Certo, la storia di Silvia è la sua… ma quella paura di morte a cui ha accennato mi ha fatto capire molte cose: un tempo eravamo costantemente impegnati nella lotta per la sopravvivenza e tutta la nostra ricerca era volta a trovare un luogo sicuro e accogliente, al riparo dai predatori. Le memorie genetiche rimangono in noi e l’equazione sicurezza = vita è automatica e inconscia.
Oggi che gli anni, i milioni di anni sono passati, è nostro compito nutrire la nostra esperienza con nuove informazioni, aggiornate e adeguate ai nostri tempi, per esempio rendendoci conto che la vita è meravigliosa proprio perché ci offre infinite possibilità! Comprendendo che c’è sempre un’intelligenza superiore che ci protegge, se ci affidiamo. Intuendo che ogni evento che ci accade ha un fine evolutivo, e in quest’ottica nulla è realmente un “bene” o un “male”.
Insomma, da fare per l’evoluzione (nostra personale e della specie!) ce n’è parecchio!

Vuoi essere dei nostri?! Celebrate è un’oppotunità unica per setacciare il successo che ti attende oltre la tua zona di comfort. La presentazione sarà on line martedì 2 aprile 2019. Io e Lucia Merico ti aspettiamo qui 😉

Dal divano alla vita: oltre la zona di comfort

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