potere della menteE’ un fatto conclamato: il potere della nostra mente è inesplorato, ma nonostante questo le guarigioni spontanee, i cambi di atteggiamento repentini e incomprensibili alla logica e altri “miracoli” vengono ancora “misteri” irrisolti.

Eppure una spiegazione c’è. E spesso risiede proprio nella nostra capacità di utilizzare, più o meno consapevolmente, le risorse mentali che giacciono in attesa di essere risvegliate
Queste riflessioni mi sono state ispirate oggi dalla cara amica Paola Fantin, che ha condiviso con me in privato una sua esperienza di trasformazione immediata e “miracolosa”, a seguito della quale è guarita in maniera praticamente istantanea da un’annosa e fastidiosissima allergia.

Ecco a voi la sua storia.

PS: quando si dice “Di necessità virtù”… e che virtù! 😉

Mia cara Roberta, volevo raccontarti un episodio vissuto alcuni anni fa, in modo che possa incoraggiarti nel tuo percorso. È una cosa di cui parlo raramente. Magari adesso è più comprensibile, con tutti gli studi che si sono fatti, ma al tempo era ritenuta bizzarra e da tenere per sé. Ho fatto un percorso universitario linguistico, studiando Lettere Classiche perché ho sempre amato moltissimo il greco. Nel 1992 mi accingevo a studiare Letteratura Greca. Era un esame incredibile. Lunghissimo. Difficile. Estenuante. Decisi di prendermi tutto il tempo di cui avevo bisogno e mentre facevo altri esami studiavo anche quello. Mi piaceva tantissimo e mi ci dedicavo ore su ore. Arrivavo a studiare anche 8 ore al giorno, per stare dietro a tutto.
Pensavo di dare l’esame a giugno. Era marzo. La primavera bussava anche al mio studio, ma io non avevo tempo, non quell’anno, mi dissi.
Tutto andava bene finché una mattina non mi svegliai con grossi problemi respiratori, mal di gola, occhi che mi prudevano. All’inizio pensai che fosse un semplice raffreddamento, vista la stagione, ma più trascorrevano le settimane meno mi passava. Non riuscivo a dormire di notte, mi svegliavo pesta, era un inferno. Non respiravo più. Ma il peggio era che quando uscivo stavo molto molto molto peggio. Mi prendevano degli attacchi pazzeschi e dovevo rifugiarmi in casa… per l’appunto a studiare…

Stanchi della situazione, i miei mi fecero fare i tests delle allergie e si scoprì che ero allergica alla parietaria, cioè a quella erbicciatola che si trova ovunque in campagna! Sui muretti, sugli anfratti, sugli angoli dei marciapiedi!!! Iniziai il calvario degli antistaminici, del vaccino. E intanto studiavo. Ma stavo male boia. Dovevo dormire quasi seduta per poter respirare.

Diedi finalmente questo benedetto amato esame, uscendone alla grande e con prospettive di tesi e di ricerca, che poi naturalmente abbandonai perché mi mancavano i boschi!!! Avevo ottenuto quello che volevo, ma intanto la salute non migliorava.

La parietaria fiorisce tra marzo e ottobre, da impazzire, un tempo lunghissimo e solo sopra i 1000 metri non cresce. Lodovico mi portava spesso lassù per trovare requie. Per anni usai i miei antistaminici finché un giorno Lodovico non conobbe un professionista che usava l’omeopatia e che aveva migliorato del tutto una sua allergia. Ti parlo del 1996. Manco sapevo cosa fosse l’omeopatia, nessuno, soprattutto campagnolo e senza internet, sapeva cosa fosse l’omeopatia.

Non ebbi dubbi però, iniziai anche io e – bontà divina! – cominciando la cura già da gennaio arrivavo ad aprile che quasi non avevo più sintomi. L’unico problema era che non potevo frequentare luoghi selvaggi o degradati, perché lì impazzivo. E per una amante dei boschi come me…

Così ogni anno, durante le ferie con Lodovico – nel frattempo ci eravamo sposati – mi portavo via il mio provvidenziale sacchetto di medicinali omeopatici e un antistaminico di emergenza.

Da tempo avevo collegato questa mia allergia a una barriera posta dalla mia mente durante l’esame: “Non devi uscire, devi stare in casa a studiare…”. E così mi ero creata questa allergia per non avere scappatoie, ne ero certa.

Era l’anno 1998. Eravamo in ferie tra Toscana e Umbria. Ricordo ancora la splendida escursione sul Monte Amiata, i suoi boschi di faggi a oltre 1000 metri. Quel giorno respirai a pieni polmoni un’aria frizzante e freschissima che mi entrava nelle narici, che mi liberava i polmoni, che mi faceva star bene. Stetti così per dieci minuti, nel qui e ora, assaporando ogni inspirazione. Che meraviglia… Me ne ricordo ancora oggi.
Il giorno dopo ci avvicinammo all’Umbria e decidemmo di andar a vedere delle grotte rupestri in mezzo a un bosco. Una escursione bellissima, per la quale mi attrezzai con la mia solita borsetta, perché eravamo più a valle… Quando entrammo nel bosco, non me ne accorsi subito, ma cominciai ad avvertire un peggioramento sempre più insidioso. C’era parietaria ovunque su quei ruderi!!! Aprii lo zaino per trarre fuori lo spray d’emergenza… Dio… lo avevo lasciato in camera…
Starnutivo pazzescamente, lacrimavo, non riuscivo a far nulla, perché dovevo tapparmi naso e bocca e stavo male. Non avevo scampo. Ritornare indietro, ma ormai ci eravamo inoltrati troppo, o riempirmi i polmoni di allergene, il che voleva dire stare male per tanti giorni successivi prima di riuscire a disintossicarmi, rovinandomi quindi le ferie…

D’un tratto ricordai una lettura, che avevo fatto casualmente – allora cominciavano a girare libri new age – proprio sulla mente e sul suo potere immaginativo. Non avevo scampo, dovevo sperimentare e in fretta. E così mi appartai, cominciai a evocare il Monte Amiata, la sua aria frizzantina, che entrava e usciva dalle mie narici. Ero in mezzo alla parietaria e io stavo respirando a pieni polmoni, tirando dentro allergeni. Ma in realtà non ero lì e dentro di me entrava aria pulitissima, fresca. Ne fui beneficiata all’istante. Sentii un cambiamento incredibile dentro di me. Respiravo! E benissimo e senza starnutire e lacrimare! Riposi il fazzoletto e prosegui la mia escursione, senza alcun problema.

Da quel giorno decisi di gettar via anche le medicine omeopatiche. Non ne avevo più bisogno. La lezione era chiara e compresa. La mia mente aveva creato l’allergia e la mia mente ogni anno mi riproponeva lo stesso menu, perché ero abituata a immaginarmi l’allergia in arrivo e ad attenderla.

Da allora sono stata benissimo. All’inizio stagione per un paio di settimane ho qualche sintomo, che per lo più deriva da code di raffreddamenti, ma solo gocciolamento di naso. Poi tutto passa e io sto benissimo.

Ecco, cara, questo lungo racconto per condividere con te una esperienza personale realmente accaduta, dove la mente fa e disfa, ma dove la forza di volontà e la determinazione e la visualizzazione potente di me che stavo bene, nonostante tutte le contrarie apparenze, ha cambiato un cliché…

Paola e la sua guarigione “miracolosa”

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