puzzleIeri l’altalena della mia vita era ancora sbilanciata verso il “lato oscuro”… sentivo il freddo dell’incomprensione e dell’abbandono… Volete sapere cosa mi ha aiutata a tornare a sentire il tepore del sole sulla mia pelle emotiva?
È stata una visione, una sensazione, un’immaginazione… che ho trascritto e condivido volentieri con voi, per testimoniare la potenza di un atto così semplice e alla portata di tutti in ogni momento…

Mi accorgo che nel mio mondo ogni evento arriva come la tessera di un puzzle. Nella mia vita sto componendo un paesaggio fatto di possenti alberi solitari, chiaroscuro di boschi e colorati sottoboschi. Poi ci sono prati di margherite e colline solcate da vivaci ruscelli. Un celeste intenso abbraccia tutto dall’alto, anche quelle piccole nuvole bianche galleggianti sparse qua e là…
Quando prendo in mano un nuovo pezzo del puzzle, per me è bello e gratificante capire qual è l’azzurro del cielo e quale quello delle acque… Ma quando mi arriva un pezzo tutto nero, rimango interdetta e cerco di lasciarlo da parte, perché non lo riconosco: “In un paesaggio ameno – penso – non c’è spazio per il nero!”. E proseguo il mio puzzle…
Succede poi che ne arriva un altro e un altro ancora… e a quel punto rimane poco spazio per le coincidenze: “Forse c’è davvero un posto anche per il nero!”. Forse… Così i miei occhi vagano fra il quadro davanti a me e l’immagine interiore che ne ho costruito, nell’affannoso tentativo di trovare una collocazione per quei tasselli scuri…
“Senza il buio la luce non potrebbe esistere”; “Nella luce c’è il seme del buio e nel buio il seme della luce” sono vaghe reminiscenze che ora, nel momento di tradurle in pratica, suonano al tempo stesso come una guida ma anche come inutili modi di dire, troppo distanti da me, dalla mia frustrazione di non saper trovare un senso…
Ed è nel buio più buio che i miei occhi interiori si posano alla base di quell’albero maestoso che temporeggia proprio lì, in primo piano, in attesa che le mie mani vadano a completarlo. Solo io posso decidere infatti di riconoscere le sue radici, scure e intrise di nera, fertile terra. Solo io posso aprirmi alla possibilità che il nero sia un pezzo del mio puzzle, necessario radicamento per un paesaggio così bello e così vero…

Scritto ieri nero su bianco su un foglio di carta volante, il messaggio che mi sono lanciata come un auspicio – o una profezia che si autoavvera – si è materializzato oggi… e ho potuto riprendere di nuovo serena a comporre il mio puzzle, pezzo per pezzo, neri compresi!

Dedicato a tutti coloro che inciampano, si fermano, cadono preda della paura o della disperazione… a tutti! E a me per prima.

Il pezzo nero del puzzle

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5 pensieri su “Il pezzo nero del puzzle

  • 23 Ottobre 2014 alle 11:10
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    La vita è proprio una tavolozza di colori…a noi il compito di pennellarli e creare l’opera d’arte che è la nostra vita. Grazie di esserci Roberta!!! Mi piacciono i tuoi ‘colori’ anche il nero… 🙂

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  • Pingback:IL PEZZO NERO DEL PUZZLE di Roberta Marzola | SOLO COSE BELLE

  • 23 Ottobre 2014 alle 07:06
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    Bellissima metafora, Roberta, per descrivere l’unione. E una metafora acquista energia e valore quando viene messa “nero su bianco”, come un marchio di fabbrica, un brand che inizia a canalizzare energia positiva. Grazie per questa condivisione che, stamane, faccio mia e divulgo nel Pensiero del giorno. Un abbraccio 🙂

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    • 23 Ottobre 2014 alle 09:47
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      Grazie Lucia <3 ! L'ho condivisa proprio con l'intento di creare un sigillo, per ricordarmi nella quotidianitià che nel buio c'è il seme della luce... e augurandomi che sia di qualche aiuto a chi si sente perso nel buio...

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