corpo danze gurdjieffQuante volte vi è capitato di non potervi muovere nella vostra vita, imprigionati in un problema, in una situazione coatta, in un tunnel senza via d’uscita? A volte le soluzioni giungono inaspettate e a indicarci la via di uscita è spesso il nostro corpo!

Voglio condividere con voi la comprensione che questa sera, attraverso il corpo, mi ha illuminata…

Mi ci è voluto non più di qualche istante per mettere tutto a fuoco: lo schema che governa la mia quotidianità è “giocare d’anticipo”. Lo faccio soprattutto nel lavoro, a discapito delle relazioni, delle esigenze fisiche, emotive, mentali e spirituali, dove arrivo spesso in ritardo!

Questa comprensione, che mi è giunta attraverso il corpo, mi ha folgorata nel bel mezzo della pratica di una sequenza di movimenti di Gurdjieff dal ritmo particolarmente veloce, molto simile ai cicli di vita frenetici che caratterizzano la nostra quotidianità.
Tutto si è svolto nell’arco di pochi attimi: a un certo punto, infatti, la mia insegnante mi ha fatto notare che stavo anticipando di qualche frazione di secondo tutte le mosse rispetto al ritmo del brano musicale.
Come una vera e propria illuminazione, subito nella mia mente si è disegnato il processo interiore che, lì e nella mia vita, mi induceva a giocare d’anticipo: interpretando la posizione della danza qualche frazione di secondo prima della battuta, guadagnavo qualche istante in più per poter pensare alla figura successiva. Istanti preziosi, secondo il mio pensare, visto che la danza era molto veloce.
Ma era una strategia che, pur inconsapevole, celava un risvolto molto pericoloso: tutta la mia danza era intrisa di tensione e tutto il mio essere proiettato sul movimento successivo.

Questo controproducente stratagemma alimentava la stessa tensione che sottende ogni atto dettato dall’ansia del non avere tempo, creando un circolo vizioso senza fine: faccio oggi perché così domani avrò più tempo; e quando sarà domani dovrò anticipare il dopodomani, e così via…

Questa è la strategia che uso e ho sempre usato per difendermi dai ritmi incalzanti; devo averla escogitata per essere sempre prestante, senza rendermi conto del paradosso che cela in sé: più fai le cose di fretta, peggio le fai, o quanto meno non offri il meglio di te. Certo, la teoria la conoscevo; tutt’altra cosa è la pratica, quando ti trovi con cumuli di lavoro da sbrigare, mille impegni a cui ottemperare, amici e parenti che non riesci mai a vedere, esigenze fisiche, emotive, spirituali che desideri soddisfare. È stata sempre la mia tragedia personale: trovare un punto di equilibrio nel flusso di “cose da fare”.

A seconda degli ambiti della mia vita, oscillo tra questi due opposti: anticipare (“Non fare domani ciò che puoi fare oggi!”) e arrivare in ritardo (perché naturalmente ho sempre troppo da fare, che mi impegna fino all’ultimo!).
Intendiamoci: non che non fossi consapevole di questa mia oscillazione; ciò che non avevo mai messo a fuoco era l’intimo legame fra i due estremi, che come ogni opposto esistono solo in coppia, sostenendosi e nutrendosi a vicenda. Insomma: quanto più anticipo certi impegni, tanto più poi sono costretta a ritardare su altri fronti. È una questione di priorità.

Come uscirne?
Finora non avevo trovato soluzioni, fino a che, proprio oggi, mi sono resa conto di quanto assurdo sia questo spostamento incessante da un polo all’altro: se infatti il mio obiettivo sono i risultati, agendo nella fretta ne sminuisco le potenzialità.
Quando la mia insegnante mi ha fatto notare il mio inutile giocare d’anticipo, ho iniziato a rispettare il ritmo ed è accaduto che i risultati nella danza sono nettamente migliorati! La sequenza di movimenti è fluita più facilmente e più consapevolmente. Gran parte degli ostacoli che la mia mente aveva frapposto erano spariti!

Le Danze di Gurdjieff, infatti, non si “fanno”, piuttosto direi che sono le danze a “fluire” attraverso il praticante: per poterle compiere è necessario lasciare da parte l’ego e aprirsi al flusso di energia che ti fa muovere secondo determinate geometrie.

Se c’è il pensiero non c’è la danza; se invece c’è Presenza la danza accade spontaneamente.

“Il corpo non mente” si dice, e proprio attraverso il corpo mi è giunta, cristallina, la comprensione di uno schema fortemente condizionante per me e della via per liberarmene.

Non mi resta che lasciare spazio alla gratitudine, proseguire e invitare voi, che siete giunti a leggere fin qui, a prestare la massima attenzione a ciò che il corpo vi comunica: lì si cela (a chi ha occhi per vedere) la verità.

Quando la verità scorre nel corpo (danze sacre di Gurdjieff)

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