area di comfortUltimamente mi hanno proposto diversi incarichi professionali che vanno ben oltre il perimetro della mia area di comfort. Li ho accettati tutti! Seguitemi se siete curiosi di sapere dove ho trovato il coraggio di farlo in pochissime ore!

La consapevolezza mentale

Innanzitutto chiariamo la situazione: le difficoltà in previsione sono sicuramente tante! Studiare, entrare in ambienti completamente nuovi, confrontarmi con persone che hanno sensibilità e aspettative diverse, creare contesti che mi sono sostanzialmente estranei… Una personalità come la mia in situazioni di questo tipo è subito preda di un fugace brivido di emozione, ma anche di un insistente timore di inadeguatezza. Allora… perché mai ho accettato?!

La motivazione che mi ha spinta ad accogliere la sfida è la consapevolezza che ogni passo che osiamo compiere al di fuori della nostra zona di comfort diventa lo strumento per attingere a risorse che solitamente manteniamo sigillate nel forziere dei nostri tesori nascosti! Ecco, questa è la consapevolezza che emerge nel piano mentale.

Il punto è che, se questa consapevolezza non permea anche negli strati emotivi e fisici, c’è ben poco da fare: nel raggiungere il nostro obiettivo entreranno in azione programmi di autoboicottamento, oppure subentreranno difficoltà e fatica pesanti da sostenere. La questione, dunque, è: come far sì che la consapevolezza diventi anche emotiva e fisica?

Il linguaggio dell’inconscio

Per trasportare una consapevolezza dal piano conscio, razionale, a quello inconscio, emotivo, è sufficiente utilizzare il linguaggio dell’inconscio. Quella parte di noi che sembra sfuggire al nostro controllo parla una lingua diversa da quella a cui siamo abituati: non parole, ma immagini; non concetti, ma esperienze; non astrazioni, ma sensi. Ecco perché se ci limitiamo a intavolare discorsi efficaci, ma pur sempre fatti di parole, non riusciremo a raggiungere il nostro inconscio, che governa per il 95% i nostri atteggiamenti e pensieri.

L’equazione è presto fatta: se mi limito al linguaggio verbale, il 5% di me (la mia parte conscia) sa dove voglio arrivare, mentre il 95% ne rimane completamente ignaro! Capite l’importanza di coinvolgere l’inconscio nelle nostre decisioni coscienti?! Questo è anche lo scopo di PSYCH-K e delle altre tecniche che utilizzo per comunicare con l’inconscio.

Tornando “a bomba”: come ho fatto a trovare il coraggio per varcare i confini della mia area di comfort in sicurezza, e cioè senza rischiare di “farmi male”?

Ho applicato i livelli logici, uno strumento della Programmazione Neurolinguistica che utilizziamo anche in Facebook Consapevole. Una volta costruita la mappa del personaggio che desidero incarnare nelle situazioni nuove a cui sono stata chiamata, il gioco è presto fatto! Quando mi sono chiari la missione, l’identità, i valori e le convinzioni, le capacità e i comportamenti e infine l’ambiente che voglio creare intorno a me nei nuovi contesti, tutto diventa più facile, e  soprattutto si smorzano paura, dubbi e timori, lasciando spazio alla visione di una sfida giocosa!

Qual è il vostro trucco preferito per consentirvi di uscire dalla zona di comfort?

Dove ho trovato la forza per varcare la soglia dell’area di comfort

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